Storia di San Giorgio del Sannio

San Giorgio del Sannio si estende su un territorio di circa 23 chilometri quadrati, a 380 metri sul livello del mare e conta circa diecimila residenti. E’ uno dei più accoglienti centri della provincia di Benevento per la sua felice posizione geografica, un altipiano compreso tra le valli del Sabato e del Calore, ai piedi della collina su cui si erge Montefusco, e per la vicinanza alla città capoluogo e agli altri centri della Campania.

San Giorgio, insieme alle località di Sant’Agnese e di Ginestra – l’antica Santa Maria a Vico con San Giovanni a Marcopio (1135) – , che fino al 1811 furono casali autonomi, oggi risplende di luce propria, ma un tempo era feudo di Montefusco, capoluogo di Principato Ultra. Da qui la denominazione del paese, che fu, fino al 1929, San Giorgio la Montagna.

Un’origine precisa è difficile desumerla, ma recentemente il prof. De Spirito dell’Università di Salerno, ha scritto, basandosi su sue ricerche, che nel secolo X l’antica chiesa di San Giorgio, sita in località Toppa – collegiata dal 1721 e distrutta dal terremoto del 1732 – apparteneva all’Abbazia benedettina di San Modesto in Benevento, quale dono dei principi longobardi Pandolfo II e suo figlio Landolfo V. Nel 1992 ne è stato celebrato il Millenario.

Dalla monografia di Isidoro Cozzi (1904) si apprende che il feudo di San Giorgio fu dato nel 1269 da Carlo I d’Angiò al cavaliere francese Rostagno de Maasan. Passò, poi, al cavaliere Giovanni de Lupert, al nobile Americo de Sus, alla famiglia Giamvilla, al cavaliere napoletano Pippo Caracciolo e di nuovo ai Giamvilla, fino alla prima metà del Cinquecento, quando per il matrimonio con Rebecca Brancaccio passò al barone Pier Giovanni I Spinelli. Un suo pronipote, Giovanni Battista III, ottenne nel 1638 dal re di Spagna Filippo IV il titolo di principato per quel piccolo feudo di circa 100 famiglie. Sul finire del Cinquecento Pier Giovanni III edificò la chiesa della SS. Annunziata con attiguo chiostro e convento, abitato fino al 1659 dai Minimi di San Francesco di Paola – ne è viva testimonianza la bella statua d’epoca ancora conservata in quella chiesa – e dal 1687, quando fu ricostruito, dai Minori di San Francesco d’Assisi.

All’inizio del Settecento, avviando un nuovo assetto urbanistico, Carlo III Spinelli (1678-1742) in località Casalnuovo (oggi piazza Risorgimento e adiacenze) costruì il suo nuovo palazzo, con davanti e a lato (l’odierno palazzo Nisco, ristrutturato verso la metà dell’Ottocento) e la nuova chiesa collegiata, iniziata nel 1721 e consacrata nel 1737. Anno in cui fu pure inaugurato il Monastero della Visitazione di Santa Maria, voluto dal principe per le sole discendenti del suo casato. Là si rinchiusero le due sue figlie e visse anche la sorella del celebre economista e letterato napoletano Ferdinando Galiani. Fino agli anni Sessanta del XX secolo al monastero era annesso un educandato femminile.

Per la sua famiglia, Carlo III fece adattare a dimora campestre tra i suoi beni al Cubante, in località San Donato, ciò che restava di un antico palazzo imperiale edificato da Federico II nel XIII secolo e oggi detto ancora . Il ramo dei principi di San Giorgio si estinse nel 1869 – giusto seicento anni dopo la prima investitura del feudo – con la morte di Maria Emilia, sposa nel 1831del duca di Acerenza Romualdo Lancellotti Durazzo.

Tra gli uomini illustri si ricordano: il filosofo e teologo Tommaso Rossi (1673-1743), parroco a Montefusco e dal 1729 abate dell’antica e poi nuova chiesa collegiata di San Giorgio; per la sua riscosse l’ammirazione e la stima del filosofo Giambattista Vico, che lo disse: . Il barone Nicola Nisco (1816-1901), patriota risorgimentale, economista e storico del Regno. Il senatore Arturo Bocchini (1880-1940), Capo della Polizia fascista dal 1926 alla morte.

Luoghi di rilevanza storico-architettonica da visitare: la chiesa di San Giorgio Martire con tele di Nicola Criscuolo (sec. XVIII); la chiesa della SS. Annunziata, chiostro e convento dei Frati Minori, con pregevoli sculture, organo e cori lignei (secoli XVI-XVIII); la chiesa Santa Maria della Pietà, con due tele settecentesche di scuola napoletana; il settecentesco palazzo Bocchini ai Marzani.

L’ECONOMIA

San Giorgio del Sannio nel secolo scorso era un centro prevalentemente agricolo, con le vaste aree rurali di San Giovanni a Morcopio e Cesine. Era florida la coltivazione del tabacco, al punto che nel 1887, per interessamento del Barone Nicola Nisco, patriota risorgimentale, storico del Regno e Ministro dell’Agricoltura, venne istituita un’Agenzia Coltivazione Tabacchi dei Monopoli di Stato, dapprima situata in pieno centro storico, poi, negli anni ’50 del 1900, trasferita in un moderno stabilimento, realizzato nella frazione Ginestra. L’Agenzia dei Monopoli di Stato ha funzionato fino a circa cinque anni fa. Oggi, nell’area di quarantamila metri quadrati, alle porte di Ginestra, acquistata dalla Regione Campania e dalla Provincia di Benevento, è in corso di allestimento un Centro Multifunzionale di eccellenza nel campo dell’innovazione tecnologica. Già ci sono allocate e funzionanti una serie di aziende leader nel settore informatico e un centro di ricerca, in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio.

San Giorgio del Sannio ha fatto registrare negli anni ’80 del XX secolo uno sviluppo del commercio e delle attività produttive. Fu allora avviata una importante esperienza fieristica che ha portato, poi, alla costruzione del Centro Espositivo Artigianale, sempre nel quartiere Ginestra, in Viale Alessandro Manzoni. Si tratta di un’ampia e attrezzata struttura fieristica, dove si cominciano a programmare iniziative importanti. L’economia sangiorgese è profondamente mutata negli ultimi decenni, si è molto sviluppato il terziario avanzato. Il tasso di disoccupazione della popolazione attiva (tra 18 e 49 anni) oscilla tra il 18 e il 20%, comunque nella media provinciale.

Sul territorio è presente una classe di liberi professionisti molto qualificata, mentre l’attività imprenditoriale stenta a decollare. Si registra, negli ultimi anni, una ripresa del settore agricolo, i cui operatori sono molto attenti alla riconversione colturale e soprattutto proiettati verso la riscoperta di produzioni tipiche e di qualità (olio extravergine d’oliva Colline Beneventane). La superficie agricola utilizzata, aggiornata al maggio 2007, è di 1.530, 81 h; le imprese attive, iscritte per settore economico al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Benevento, al 31/12/2006, sono: Agricoltura 202, Industria e Costruzioni 192 (di cui 93 solo nelle Costruzioni), Commercio 313, Servizi e altre 196; per un totale di 903.